RHEM 2 - The Cave (RECENSIONE)
Inviato: 04/03/2009, 7:58
Per la seconda volta mi tocca recensire un gioco sviluppato da un persona sola questi risponde al nome di Knut Müeller. Dopo il primo episodio di Rhem uscito nel ’93, Knut ci riprova con Rhem 2, e non avendo giocato il primo non potrò fare naturalmente alcun paragone. Generalmente si inizia una recensione spiegando la trama del gioco e ci si aspetta sempre di vedere raccontata una bella storia avvincente, con colpi di scena, intrighi..etc.. Stavolta invece le cose da dire sono veramente poche, infatti non c’è storia, non c’è trama ma solo uno scopo recuperare dei pezzi di una stella e quattro chiavi blu. Tutto qui!! Infatti il gioco inizierà con Kales che vi dirà cosa dovrete trovare per lui e per suo fratello Zetais dovrete farlo voi perché loro non ne hanno il potere e senza quegli oggetti non si possono muovere il loro scopo è infatti proprio quello di permettere di uscire da questo mondo. Da qui in avanti inizia l’avventura vera e propria.Entrerete nel mondo di Rhem a bordo di un locomotore, ed al vostro arrivo sarete in una zona abbastanza complessa come struttura perché comprende molte strade, porte, pulsanti, passaggi, e prima di capire da dove iniziare conoscerete già a memoria ogni angolo della zona. Il livello grafico 3D è decisamente buono ma nulla di speciale tutto è curato nei minimi particolari ma a volte viene vanificato da una grafica 2D che ne altera le fattezze e la profondità. Specialmente alcuni oggetti raccolti, oppure la forma dei pulsanti o piccoli armadi danno chiaramente l’impressione di essere stati disegnati sopra ai fondali con un comunissimo Paint e forse è proprio così. Naturalmente il livello grafico non è tutto di basso livello, ci sono molte cose pregevoli sulle quali vale la pena soffermarsi come ad esempio il lago nero, disegnato molto bene e che dà veramente un senso lugubre al paesaggio notturno alcuni macchinari sono di pregevole fattura anche se non maniacale, i paesaggi danno veramente un senso di chiuso al luogo tenete infatti presente che non vedrete mai la luce del sole ma sarete sempre immersi nell’oscurità. Le animazioni girano col motore QuickTime e direi che sono nella media anche se un po’ lente e non molto fluide. Infatti quando userete il locomotore per muovervi riuscirete, non dico a contare i fotogrammi del percorso, ma poco ci manca. Incontrerete solo tre personaggi durante il gioco i fratelli Kales e Zetais ed un tipo che non si capisce bene se uomo/donna (o entrambe le cose insieme) e che parlerà una stramba lingua. Queste tre persone non sono fatte con computer grafica ma sono attori veri le loro apparizioni sono però talmente fugaci e brevi che mi è impossibile esprimere un giudizio sulla loro performance. Riguardo al sonoro posso dire serenamente che non esiste musica di sottofondo se non qualche brusio sporadico. Invece i rumori legati ai macchinari o meccanismi sono ad un livello più che ottimo, veramente riprodotti molto bene con un buon sincronismo. Orribile invece la voce dei personaggi che a vista sono molto giovani e “puliti”, ma i cui timbri sembrano essere da veri uomini delle caverne profonde, “cavernose”, appunto..peccato.
Meritevole.
Voto: 80/100