JULIA INNOCENT EYES - Vol.1 - Parole non dette (RECENSIONE)
Inviato: 21/10/2010, 11:07
Julia Innocent Eyes – Parole non Dette è il primo dei tre volumi che comporranno la serie ispirata alle avventure di Julia, criminologa e personaggio nato dalla fantasia di Giancarlo Berardi e pubblicato da Sergio Bonelli Editore. Julia è sviluppato da Artematica che ricorderete per Diabolik, Danter e Martin Mystere. Ormai risulta lampante che il filone di Artematica si basa sul riproporre in chiave videoludica i personaggi fumettiani, e purtroppo i precedenti titoli non hanno avuto un buon successo di critica, salvo forse per Martin Mystere.
Prima di iniziare la recensione, ci sentiamo in dovere di ringraziare la Sig.na Morcio per la disponibilità e per l’invio del gioco.
La storia si basa con la bella Julia immersa in un caso di omicidio dai risvolti classici: una ragazza, Dalila Howard, figlia di un noto Giudice, è stata assassinata la sera di Halloween nel garage della sua casa. Le prime indagini portano a pensare a una ritorsione per una precedente sentenza di condanna dal giudice Howard, padre della vittima. Julia inizia ad indagare scoprendo altri particolari che affossano l’idea della ritorsione e mettono in evidenza una situazione ben più inquietante, allargando l’ipotesi a un eventuale serial killer. Ipotesi sempre più plausibile grazie alla testimonianza di un bambino che assicura di aver notato, la stessa sera del delitto, una persona con addosso un vestito da clown nelle stanze di casa Howard. Toccherà a Julia, con l’ausilio dell’Ispettore Webb, scoprire chi si cela dietro il vestito da clown. Le premesse per un buon giallo sono abbastanza delineate e ben disposte, tenendo presente che questo è il capitolo introduttivo di tutta la vicenda che troverà il suo epilogo nei prossimi due volumi. Non manca nemmeno il tocco finale psicologico che contraddistingue la serie su fumetto. In contorno vi sono delle belle “cutscene” in bianco e nero stile fumetto con buon un taglio cinematografico e una colonna sonora abbastanza varia e mai fastidiosa.
Come detto all’inizio, purtroppo i titoli di Artematica hanno un loro segno tangibile abbastanza riconoscibile in ogni titolo e stavolta si nota fin da subito nel comparto grafico che appare decisamente sottotono: personaggi squadrati e senza espressioni; fondali con poco dettaglio e senza espressione artistica da poter dare una buona impressione al giocatore. Decisamente migliore il sonoro, che con un doppiaggio italiano e una base sonora di buon livello, si può considerare dentro una buona media. Julia Innocent Eyes non esalta nemmeno dalla parte del gameplay, è pur vero che si tratta di un punta e clicca, ma è altrettanto vero che la gestione della telecamera risulta abbastanza scomoda almeno nelle prime battute. Spesso e volentieri si avrà una visione in prospettiva dei luoghi e per riuscire a vedere le parti nascoste, bisogna usare i tasti cursore per ruotare la visuale; a volte non sarà sufficiente per visualizzare le zone interessate e bisognerà allora spostare il personaggio e ruotare di nuovo. Si tratta solo delle prime volte e capito il meccanismo sarà tutto più semplice.
Siamo di fronte a un titolo sinceramente troppo semplice anche per i neofiti del genere, gli enigmi della serie “prendi l'oggetto e usalo qui” sono al minimo sindacale e sicuramente è stata una scelta per lasciar posto all'esplorazione delle varie locazioni alla ricerca di prove e vari dialoghi con i sospettati, colleghi e vari testimoni. Nessun enigma fondi-neuroni e forse l’unico che merita attenzione è trovare la combinazione di un bauletto secondo una sequenza numerica. Nel complesso è tutto abbastanza semplice e il tutto si svolgerà quasi in automatico. Un punto a favore è il controllo dei due protagonisti, Julia e il tenente Webb, che indagheranno ognuno in punti diversi e comunicheranno tramite SMS, particolare abbastanza strano visto che apparirà in primo piano un cellulare, magari dei dialoghi telefonici avrebbero dato sicuramente una resa migliore.
Questo titolo di Artematica avrebbe sicuramente potuto esprimere altre potenzialità con una grafica più curata con qualche texture in più e una longevità almeno attestata intorno alle 10 ore. Infatti saranno più che sufficienti circa tre ore per concludere questo primo volume, e come ho già specificato in un altro titolo di un altro sviluppatore, non capisco questa politica di sfornare giochi con episodi che durano il tempo di una sigaretta, 19 euro per titolo non sono uno scherzo.
Alla fine della fiera non mi sento di condannare troppo questo titolo, i presupposti per un buon giallo ci sono. La trama, anche se abbastanza tipica, è disposta bene e ogni tassello è al posto giusto. Abbastanza intrigante nell’investigazione e se non cerchiamo troppi peli, aspettiamo almeno il secondo volume per vedere se qualche miglioramento c’è stato.
Non male, dai!
Voto: 65/100
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