Dan Brown un nome famoso che dopo aver insegnato per anni in una università, ebbe la “furbizia” di riprendere in mano i Vangeli detti “apocrifi”, che hanno una visione diversa degli eventi religiosi descritti in quelli tradizionali. Scrisse così “Il Codice da Vinci” che fu la sua fortuna con oltre 40 milioni di copie vendute. La Chiesa naturalmente si ritenne offesa e anche preoccupata per i temi trattati; il principale sappiamo tutti che si riferisce alla presunta unione tra Gesù Cristo e Maria Maddalena, dalla quale nacque una figlia di nome Sara. Da qui si evince la preoccupazione della Chiesa per il fatto che i fedeli possano essere “traviati” non avendo più la certezza che Gesù sia il “Messia”, ma un essere umano normale, quindi tutta una messa in scena antica della Chiesa per non perdere fedeli.Questo romanzo per forza di copie vendute e di interesse comune, ha ispirato naturalmente una produzione cinematografica che ha riscosso un largo successo e le “Major” videoludiche non potevano certo esimersi dal farne anche un videogioco. Naturalmente, essendo di una importanza così rilevante, sia il film che il gioco non potevano deludere le aspettative e per forza di cose deve riflettere quanto scritto nel libro. Il gioco inizia proprio dal Louvre, così come il romanzo, alla ricerca del fantomatico Santo Graal. Jacques Saunier, un vecchio curatore, è ferito a morte e prima di morire si denuda e si mette in posizione come l’uomo di Vitruvio di Leonardo da Vinci. Scrive alcuni simboli e un nome Robert Langdon, un esperto di simbologia che si trova sulla scena del crimine con Sophie Neveu, esperta crittologa e nipote di Saunier. Iniziano così ad investigare in un caso che li porterà ad una verità celata da migliaia di anni, nascosta dalla Chiesa e custodita dal “Priorato di Sion” che da anni “l’Opus Dei” tenta di sgominare. Non proseguo oltre per non togliervi il gusto, specialmente per chi non ha letto il libro o visto il film..chi ha letto e visto saprà come prosegue, anche se non essendo state ottenute le licenze del film, i personaggi non somigliano per nulla ai protagonisti reali visti nel film Hanks, Tautou e Reno. Non dimentichiamo che l’avvento del libro ha edotto una “puzza di soldi”, quindi giocoforza le multinazionali del cinema e del mondo videoludico si sono messe in movimento, sapendo bene che ne avrebbero avuto un tornaconto non indifferente. Questo fatto purtroppo è sintomo di scarsa cura per una certa fretta di farlo uscire e si nota nella grafica; gli sviluppatori non si sono certo “ammazzati” per renderla piacevole e purtroppo i risultati si vedono bruttina e poco curata negli esterni, nella media invece le riproduzioni interne di Musei e Chiese. Le animazioni dei protagonisti sono abbastanza legnose e non parliamo dei modelli poligonali che sono a base elementare. Stesso discorso per i volti che sono impassibili anche di fronte a eventi particolari. Viene un po’ incontro il sonoro nulla di eclatante ma almeno crea un po’ d’atmosfera e risalta il momento che state vivendo dolce quando non c’è azione e quindi solo riflessione per un enigma, più incisiva nelle azioni “stealth” e quando scoprite un qualcosa di importante. La localizzazione è completamente in italiano e non poteva essere diversamente, visto che avrete a che fare con situazioni dove una sottotitolatura si sarebbe dimostrata inadeguata visti i termini usati con delle rime.
Mah…
Voto: 60/100
Soluzione
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