Bravo e simpatico Gaetano

postane qualcun'altra , ti leggo volentieri.
Io le poesie le scrivevo quando ancora andavo a scuola..
Se riesco a ritrovare il diario ne trascrivo qualcuna!
Mi farebbe molto piacere leggere qualche tua poesia

.
Le poesie le scrivo solo quando sono particolarmente malinconico.
Credo che la malinconia sia, forse, il sentimento più puro che uno scrittore possa avere. E' la fonte di ogni penna.
Questa è la mia prima poesia, che scrissi in uno stato di estrema tristezza e rabbia:
POSSA LA MIA ANIMA
Possa la mia anima sorvolare quel muro di pensieri
eretto dalla mia mente
ed evadere dalle celle in cui quest'ultima l'ha rinchiusa.
Possa lei non dover far fronte ai disagi
che la mia mente umile mi impone di vedere.
Possa la mia anima superare i concetti di bene e male,
giusto e sbagliato,
ed arrivare laddove non ci sono concetti universali.
Possa la mia anima farmi assaporare momenti
che solo la mia mente è riuscita ad immaginare,
e possa lei diventare tutt'uno con essa,
così da far fronte all'universo, quanto a profondità...
Possa la mia anima mostrare l'immensità di colori,
che la mia mente ed il mio corpo cercano di nascondere,
così da salvarmi dal mare di delusione e disagio
in cui lentamente sto affogando.
Possa la mia anima soffocare le lacrime
scaturite dai bisogni di un animale, quale sono, in quanto uomo.
Possano i miei occhi affacciarsi sulla finestra della mia mente,
così da scorgere l'universo di pensieri,
pari al numero delle stelle in cielo,
che affolla la mia testa.
Ed infine,
possano i miei occhi vedere la luce,
che la mia anima sprigionerà,
alla fine di questo lungo viaggio.
(Scritta nel periodo fra il 17/09/12 ed il 20/07/12)
Molto bella,questa la preferisco alla prima. Ho notato che l'hai scritta recentemente,hai iniziato da poco a scrivere allora?! ...e adesso come vanno tristezza,malinconia e rabbia?
Io invece credo che sia la sensibilità ,che inevitabilmente ti porta a soffrire per qualcosa, la fonte delle fonti

Ho scritto aforismi e pensieri generali per circa un anno, ma, da un paio di mesi ho iniziato a scrivere poesie. E, devo dire, che preferisco quest'ultime alle cose precedentemente scritte.
La malinconia è una cosa indescrivibile... Non come la tristezza e la rabbia che hanno un qualcosa su cui si basano. La malinconia è vivibile nella gioia come nel dolore.
In momenti di gioia, capita di fermarsi e pensare a ciò che si sta vivendo, ed ecco che la malinconia colpisce.
Ma, la cosa più malinconica di tutte, è il cielo, e le stelle, soprattutto.
La maggior parte delle mie poesie, le scrivo di notte,, perché è l'unico momento in cui la mia mente trova il picco di malinconia e la maggior, più che pace, tranquillità possibile.
Nel mio caso, tristezza e rabbia, sono dovute a determinati problemi che affliggono la mia persona (non tanto fisici, quanto personali, anzi, di vita sociale).
Credo di poter eliminare, o quanto meno mettere da parte questo stato d'animo soltanto quando sarò libero... Cosa possibile solo a chi osserva se stesso e gli altri, perché, secondo me, la vera libertà la si ottiene osservando noi stessi in tutte le situazioni possibili, osservando gli altri, osservando i minimi particolari.
Spesso dico "Il mondo è dettaglio". Non bisogna mai e poi mai basarsi su ciò che la nostra mente condizionata vuole farci credere. Bisogna andare oltre il possibile. Bisogna scavare nel nostro essere. Cosa in cui sono ancora inesperto.
Per essere liberi, inoltre, bisogna riuscire ad osservare tutto e tutti, non essendone condizionati, in positivo, come in negativo.
Ecco qual è il mio obiettivo.
Metto un'altra poesia:
L’Ordine del Caos.
Perdersi nei pensieri...
Meditare sulla propria stanchezza
Fino ad addormentarsi…
Dare un po’ di tregua alla propria persona
E gettarla nel vuoto più caotico
Della propria mente.
Un caos senza inizio ne fine,
Fatto di oggetti inesistenti,
Di persone inesistenti…
Un caos a sua volta inesistente.
Un caos che ha affidato alla nostra mente
Il compito di fare ordine…
Fare ordine dove l’ordine non esiste,
Nella propria testa.
L’ordine è il tipo di caos che più ci aggrada.
Vaghiamo alla ricerca di una qualche stabilità,
Ed una volta “trovata”
Ci lamentiamo della monotonia della nostra vita.
(scritta il 01/10/12).
Spero vi piaccia...