Cappuccetto Rosso!!!

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mammapina
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Re: Cappuccetto Rosso!!!

Messaggio da mammapina »

Un'altra versione della stessa fiaba.....
http://www.efpfanfic.net/viewstory.php?sid=392285&i=1
CAPPUCCETTO ROSSO MODERN HORROR VERSION

-Cappuccetto scendi che è pronto il pranzo!!-
gridò la madre dalla cucina. La ragazza sbuffando spense la radio e scese di malavoglia.
L’odore di zuppa di cipolle arrivava fino alle scale. Arrivata in cucina trovò un piatto fumante di zuppa che la aspettava. Lo guardò disgustata.
–io quella roba non la mangio.- decretò.
-guarda che ti fa bene…- non fece in tempo a dire la madre che la ragazza prese il piatto e lo svuotò completamente nel lavandino.
La puzza di cipolle che si levò la fece quasi star male.
-ma fa anche schifo. Non so come si fa a mangiare certa roba.- replicò la ragazza che nel frattempo aveva afferrato un panino e iniziò a mangiarlo senza alzare lo sguardo sulla madre.
Sapeva che se l’avesse guardata si sarebbe sentita in colpa per aver buttato ciò che le aveva cucinato, ma ultimante non la sopportava più.
Per un lungo momento nessuna delle due parlò.
-ti ricordi che oggi devi andare dalla nonna vero?- chiese timidamente la madre, che già si aspettava una rispostaccia.
-si, lo so.- sbuffò la figlia. Avrebbe preferito di gran lunga starsene a casa che andare a trovare la vecchia. Prese una mela dal cesto della frutta e se la rigirò tra le mani prima di addentarla.
-devi portarle le marmellate che mangia sempre.- continuò la madre.
-lo so.- finì in fretta la mela e se ne tornò in camera sua. Non voleva che i vestiti si impregnassero della puzza di cipolle. Guardò= fuori dalla finestra. Il cielo era coperto di nuvole e sembrava volesse piovere.
Riaccese la radio e un grido acuto uscì dalle casse.
Dany Filth sapeva urlare come nessun altro. Si perse nel suo mondo sentendo i Cradle e guardando fuori dalla finestra.
Il vento portava in giro le foglie secche che cadevano dagli alberi rendendo vano il lavoro dei poveri vicini di casa che avevano accumulato le foglie sotto un grande pioppo al limite del loro giardino. Che idioti.
-Cappuccetto, è meglio se ti prepari.- disse dolcemente la madre dalla soglia della camera.
La ragazza, che si era assopita, si alzò meccanicamente, si sistemò velocemente e per ultima cosa mise la sua adorata felpa rossa, che gli era valsa il soprannome di cappuccetto rosso.
L’aveva da anni ormai, e la adorava.
Non avrebbe smesso di metterla per nessuna ragione al mondo, anche se dopo tutti questi anni era diventata logora.
Prima di uscire salutò stancamente la madre, prese le marmellate che mise in borsa e si calò il cappuccio sulla testa.
Fuori tirava un vento freddo, ma c’era da aspettarselo essendo fine ottobre.
La casa della nonna si trovava dall’altro lato della cittadina e per arrivarci avrebbe dovuto costeggiare il bosco.
Per fortuna che non doveva attraversarlo perché aveva sempre avuto una maledettissima paura di quel posto.
Quando arrivò alla casa della nonna erano quasi le due e mezza. Ci aveva messo quasi mezz’ora per arrivarci.
Guardò la villa che si trovava di fronte.
Era un edificio in stile vittoriano, completamente bianco tranne le persiane, la porta e il porticato che erano di un legno molto scuro.
Sul lato sinistro della casa l’edera si arrampicava sulla parete fino ad arrivare alla finestra.
Quasi la metà degli alberi del giardino erano spogli, il resto erano pini e abeti e il vialetto che conduceva alla casa era coperto di foglie secche.
Sembrava che il vento fosse aumentato, malgrado le piante che proteggevano il viale.
Si era sempre chiesta come facesse la nonna a vivere da sola in un posto simile.
Si strinse nella felpa e si avviò a passo deciso verso l’ingresso.
I barattoli di marmellata continuavano a produrre quel fastidioso tintinnio di vetro contro vetro ad ogni minimo movimento.
I gradini di legno del portico scricchiolavano e non erano per niente rassicuranti.
Arrivata di fronte alla porta suonò il campanello, ma non le rispose nessuno.
Suonò di nuovo.
Ancora nessuna risposta.
Non poteva credere di aver fatto tutta quella strada per niente.
Imprecò contro sua madre che l’aveva mandata lì inutilmente, con quel tempo per giunta, e contro quella stupida vecchia che si ritrovava come nonna, alla quale era sempre costretta a fare degli stupidi favori.
Sferrò un calcio alla porta prima di voltarsi per tornare a casa, e inaspettatamente questa si aprì così decise di entrare.
-nonna? Sono io, sei in casa?- urlò per farsi sentire anche al piano superiore.
Nessuna risposta.
Possibile che la nonna era uscita di casa senza chiudere a chiave la porta?
ovviamente la memoria non era più quella di una volta e la cosa poteva anche essere fattibile, anche se la nonna era ancora agile e arzilla.
Ma se era tanto agile e arzilla da andarsi a fare un passeggiata perché non si faceva le sue stupide commissioni da sola?
Andò in cucina dove mise i barattoli di marmellata sul tavolo, insieme alla borsa, non sapendo quale fosse il loro giusto collocamento.
Ci avrebbe pensato la nonna a sistemarli.
Nel lavandino, dentro una ciotola c’era dell’uva appena lavata.
Ne prese un grappolo e iniziò a mangiarlo. Magari nel frattempo la nonna sarebbe arrivata, e magari quella volta si sarebbe ricordata di darle almeno la macia, cosa che accadeva molto di rado, dato che la vecchia era una taccagna.
Stava per portare alla bocca l’ennesimo chicco d’uva quando notò grave; delle macchie scure sul pavimento.
Si chinò per guardare meglio.
Erano rosso scuro e si rese subito conto che si trattava di sangue. gettò il resto dell’uva nel lavandino e toccò il sangue. Una parte di esso le rimase sulle dita.
Era fresco.
Pensò subito al peggio, ma poi si calmò e considerò l’ipotesi, più plausibile, che la nonna poteva essersi tagliata cucinando, oppure poteva aver perso sangue dal naso, normalissimi incidenti che possono capitare a chiunque.
Ma il fatto che la nonna non era in casa iniziava a preoccuparla.
La ferita era così grave da andare dal dottore a farsi medicare?
Era meglio tornare a casa ma all’ingresso qualcosa la bloccò.
Altre gocce di sangue sulle scale, quasi invisibili sul legno scuro di cui erano fatti gli scalini.
Aesso il cuore le batteva più forte, anche se c’erano ancora delle spiegazioni plausibili.
Guadò i gradini più in alto.
Le macchie continuavano fino in cima e Cappuccetto le seguì come una scia luminosa sul pavimento scuro.
Le persiane della parte superiore della casa erano tutte chiuse, e le luci spente, così da creare un’oscurità quasi totale.
In cima alle scale la ragazza notò qualcosa posato sul pavimento.
Era l’orologio che portava sempre la nonna.
Che l’avesse perso nella fretta di farsi medicare la ferita?
Vista la quantità delle gocce di sangue doveva essere una ferita seria.
E se non era riuscita a chiamare aiuto? Poteva essere ancora in casa agonizzante?
E perchè salire le scale se si era fatta male in cucina?
Tutto ciò non aveva molto senso.=
Solo allora si rese conto che le tracce di sangue finivano li.
La stanza della nonna si trovava nel corridoio sulla destra, Cappuccetto si mise in tasca l’orologio e si diresse da quella parte.
-nonna?- chiamò ancora.
Come prevedibile non ricevette nessuna risposta.
La porta della stanza era socchiusa.
Per quanto potesse ricordare lei, la nonna chiudeva sempre le porta delle camere da letto.
Spinse lentamente e la porta si aprì cigolando, come immancabilmente succede in queste occasioni.
La stanza era talmente buia che non vedeva a un centimetro dal suo naso, trovò l’interruttore e aspettò che i suoi occhi si abituassero alla luce.
Ci mise un po' a mettere a fuoco e all’iniziò non notò la scatola di vetro ai piedi del letto.
Si avvicinò lentamente sperando vivamente di avere un’allucinazione e di vedere cose che in realtà non erano così
Ma appena fu abbastanza vicina dovette convincersi che quello che vedeva attraverso le pareti trasparenti della scatola era davvero un cuore.
Il suo di cuore saltò un battito e per un attimo la stanza sembrò girare, per non cadere a terra si appoggiò alla parete e chiuse gli occhi.
Contò fino a dieci poi li riaprì, sperando di essersi immaginata tutto e invece no il cuore e la sua scatola trasparente erano sempre li.
Doveva andarsene al più presto da li e avvertire qualcuno.
Senza curarsi di spegnere la luce corse fuori dalla stanza e si fiondò giù per le scale, ma arrivata alla porta la trovò chiusa.
A chiave.
Si rese conto di non essere sola in casa e il solo pensiero di essere rinchiusa con un assassino la fece andare in panico.
Tentò in tutti i modi di aprire la porta, inutilmente.
Tornò in cucina, la nonna doveva avere delle chiavi di scorta da qualche parte.
Cercò freneticamente in tutti i cassetti ma niente, delle chiavi nemmeno l’ombra. La disperazione si stava impossessando di lei e non la lasciava ragionare a mente lucida.
Si guardò in giro per cercare di calmarsi e il suo sguardo si posò sulla finestra.
che stupida! Come aveva fatto a non pensarci subito?
Corse alla finestra e provò ad aprirla.
Chiusa anche quella.
Doveva andarsene subito da quella casa, possibilmente viva
. Non perse tempo al telefono che immaginava già fosse staccato.
Prese un coltello dal cassetto delle posate e si decise a uscire dalla cucina.
Doveva solo attraversare la casa e raggiungere la porta sul retro, sempre che non fosse chiusa a chiave anche quella.
Contò fino al tre e si fiondò fuori dalla stanza.
Attraversò l’ingresso e il corridoio di corsa cercando di fare meno rumore possibile, ma anche così l’assassino sapeva già che lei era li visto tutto il baccano che aveva fatto prima.
Per un attimo le venne in mente il suo volto, ma cercò di scacciare indietro quell’immagine e il pensiero che il cuore nella camera da letto fosse suo.
Arrivò alla porta bianca sotto le scale che dava sul retro della casa e tentò di aprirla.
Chiusa.
Solo in quel momento si ricordò che quella porta era sempre stata chiusa, fin da quando poteva ricordare.
Non era possibile che fosse bloccata in quella casa senza una via d'uscita.
Appoggiò alla schiena alla porta e cerco di pensare con calma.
Ma non era per niente facile.
Se c'era qualcuno in quella casa, e c'era senz’altro, doveva in tutti i modi non farsi vedere e soprattutto prendere da lui.
Chissà in quale parte dell’edificio si trovava in quel momento.
Uno scricchiolio di legno la fece voltare di scatto verso destra, la mano che impugnava il coltello scattò pronta a colpire, il cuore batteva a mille.
Si chiese come faceva l’intruso a non sentirlo.
Un altro scricchiolio del pavimento in legno.
Ora aveva la certezza che nella stanza alla sua destra c’era qualcuno.
Si rannicchiò nell’angolo che formavano le scale e il muro, le gambe strette attorno alle braccia. <= /o:p>
Se restava li rannicchiata al buoi era possibile che l’assassino non la vedesse.
Ma per quanto doveva restare li? Per quanto tempo aveva intenzione di giocare con lei?
Aveva forse intenzione di farla impazzire, prima di ucciderla e strapparle in cuore?
Un altro scricchiolio, questa volta somigliava più ad un passo e uno strano rumore, come un panno fradicio che cade a terra.
Poi un’imprecazione a mezza voce.
Ora la paura stava lasciano pian piano spazio alla curiosità
Quella che aveva sentito non era la voce di sua nonna, ma una voce maschile, che le sembrava di conoscere.
Sembrava la voce di un ragazzo, anche se non poteva esserne sicura.
Ma se così era forse aveva qualche possibilità di sopraffarlo, dopotutto aveva anche un coltello.
Fece un respiro profondo e si alzò.
Le gambe le tremarono per un attimo, ma si fece forza e iniziò lentamente a camminare verso la stanza da cui provenivano i rumori.
Ormai solo pochi passi la separavano dalla porta.
Ora il cuore sembrava che volesse scoppiarle in petto.
Tremando leggermente mise la mano sinistra sulla maniglia, sollevò il coltello che teneva nella destra e rimase un momento ad ascoltare.
le parve di sentire dell’acqua che scorreva.
Ora che ci pensava quello era uno dei bagni.
Che ci faceva l’assassino nel bagno? Non si stava per caso facendo la doccia?
Magari quello era il momento giusto per rompere una finestra e darsi alla fuga, lo scrosciare dell’acqua avrebbe coperto a sufficienza il rumore di un vetro infranto?
Avrebbe fatto in tempo a scappare e mettere abbastanza distanza fra lei e il mostro che c'era in quella casa da potersi considerare in salvo?
Tolse lentamente la mano dalla fredda maniglia e fece un passo indietro.
Poteva farcela.
Doveva solo convincersi di potercela fare.
E comunque era meglio che restarsene li ad aspettare come una stupida e farsi trovare.
Fece un altro passo indietro ma nel frattempo la porta si aprì.
Rimase come paralizzata, con gli occhi chiusi per non vedere ciò che si trovava di fronte, aspettandosi di ricevere un colpo che l’avrebbe tramortita o comunque le avrebbe fatto male, ma questo non arrivò.
-Cappuccetto finalmente! Ce ne hai messo di tempo.- al posto di un colpo in testa due braccia la strinsero forte in un abbraccio.
Aprì gli occhi, ma anche così non capiva chi la stava cingendo.
Lasciò cadere il coltello che aveva dimenticato di avere ancora in mano.
Finalmente il suo “assalitore" la lasciò andare.
Si trovò di fronte un ragazzo alto quanto lei con lucenti capelli castani, lisci e un po' troppo lunghi per i suoi gusti, due enormi occhi nocciola che non si erano staccati un attimo dai suoi.
In testa portava un cilindro nero e al collo un papillon dello stesso colore sopra una camicia a balzi cremisi e una giacca, anch’essa nera.
Ci mise più del dovuto a capire chi si trovava davanti.
-Cappellaio! Cosa ci fai qui??-chiese preoccupatissima.
non dovresti essere qui, c'è in giro un assassino, penso abbia ucciso la nonna, dobbiamo andarcene subito!!- disse tutto d'un fiato, non sapendo se essere sollevata di non essere più sola, o se essere ancora più preoccupata che il suo amico fosse li e non fosse al corrente di nulla.
-calmati, guarda che non c'è nessuno oltre a noi due in questa casa.- le disse dolcemente per tranquillizzarla.
-ma la nonna? E la porta? quando sono entrata era aperta ora è chiusa a chiave!!- insistette la ragazza.
- l’ho chiusa io mentre eri di sopra nel caso entrasse qualcuno.- la sua voce era sempre pacata e non lasciava trapelare niente.
Lei lo guardò sgomenta, senza capire nulla di quello che le stava dicendo. Mentre osservava quel sorriso ammaliante le venne in mente il cuore.
- c’è un cuore di sopra!! O mio dio Cappellaio c’è un cuore!! Lo capisci? Un cuore umano!! Penso che sia della…- gli aveva preso le braccia e gli stava strattonando la camicia.
Lui non si lasciò turbare e continuò a sorridere accondiscendente.
Come poteva non capire? Era davvero tanto ingenua?
-nonna…- sentì mormorare la ragazza, che ormai era sull'orlo delle lacrime.
Staccò di scatto le mani che ancora stringevano le maniche della camicia di lui e lo guardò dritto negli occhi.
Un lampo di terrore attraversò il suo viso.
Non era possibile.
Non poteva essere vero.
Si allontanò barcollando dal ragazzo che ancora la guardava sorridendo teneramente.
-tu… Cappellaio… la nonna… cosa hai fatto…- ormai non riusciva a fare altro che farfugliare frasi inarticolate.
-Cappuccetto..- stava per avvicinarsi a lei, ma le sue urla lo inchiodarono dove si trovava.
-non mi toccare assassino!!- il sorriso del ragazzo si congelò diventando quasi una smorfia di dolore.
Le lacrime della ragazza scorrevano ormai come una cascata in piena, ma le sue gambe non erano in grado di fare nemmeno più un passo.
Si afflosciò lentamente contro la parete, le mani che stringevano convulsamente le braccia, conficcando le dita nella carne.
Il Cappellaio le si avvicinò lentamente e si sedette di fronte a lei. Si tolse il cappello e se lo rigirò fra le mani.
-guarda che sei stata tu a uccidere tua nonna, non io.- disse atono, senza guardarla.
Lei smise di colpo di singhiozzare e fissò lo sguardo su un punto indefinito del pavimento, gli occhi spalancati per l’orrore e l’incredulità.
Aveva davvero sentito quelle parole o se le era solo immaginata?
-cosa… io…- tentò di sbiascicare qualcosa ma il suo cervello si rifiutava di funzionare correttamente.
-sei stata tu Cappuccetto, io ho solo fatto quello che mi hai chiesto e cioè di aiutarti, ho sotterrato il corpo e ho pulito tutto come hai chiesto tu…-
il Cappellaio aveva smesso di giocare col suo cilindro, che ora si trovava sul pavimento accanto a lui, e aveva preso le mani tremanti e bagnate di lacrime di Cappuccetto.
-io non.. non ricordo niente…- lo shock aveva cancellato ogni traccia dell’accaduto dalla mente della ragazza.
Più si sforzava di ricordare e più trovava solamente delle lacune nei suoi ricordi recenti.
Possibile che avesse davvero fatto una cosa del genere?
Ne era veramente capace
Il fatto che il suo migliore amico fosse li e sapesse cosa aveva fatto era in qualche modo una conferma.
Gli occhi le si riempirono ancora una volta di lacrime.
Non capiva perché stesse piangendo. In fin dei conti aveva sempre detestato la nonna che la trattava come la propria servetta personale.
Si strinse fra le braccia del Cappellaio.
–Perdonami gli sussurrò. E questo bastò ; a far tornare il sorriso sul volto del ragazzo, che prese la sua amata per mano e la fece alzare. Prese il cappello e se lo mise in testa.
-andiamo- disse dirigendosi verso l’ingresso.
Arrivati alla soglia la ragazza aveva finalmente smesso di piangere e teneva stretta la mano del ragazzo, che con la mano libera prese la chiave dalla tasca della giacca e aprì la porta.
Entrambi si girarono a guardare le scale che portavano al piano superiore.
-e il cuore?- chiese curiosa la ragazza.
Ormai sapeva di poter commettere un omicidio ma non era sicura di aver chiesto anche quello al Cappellaio.
-ah quello…è per te, è un regalo da parte mia.-
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Re: Cappuccetto Rosso!!!

Messaggio da pinki »

:shock: pauuuuuuraaaaa :shock:
manca solo il plastico di Bruno Vespa :lol: :lol:
sembra un'intervista della Leosini per "storie maledette" hystricc hystricc
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Re: Cappuccetto Rosso!!!

Messaggio da mammapina »

:shock: pauuuuuuraaaaa :shock:
manca solo il plastico di Bruno Vespa :lol: :lol:
sembra un'intervista della Leosini per "storie maledette" hystricc hystricc

hystricc hystricc hystricc hai ragione Pinki hystricc hystricc hystricc bacbac
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Re: Cappuccetto Rosso!!!

Messaggio da claudio 70 »

E brava la nostra mami, e' una sceneggiatura di un film pazzesco, immaginandosi tutta la scena ,.....e' una figata .
Facci un film mami bacbac bacbac bacbac
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Re: Cappuccetto Rosso!!!

Messaggio da mammapina »

E brava la nostra mami, e' una sceneggiatura di un film pazzesco, immaginandosi tutta la scena ,.....e' una figata .
Facci un film mami bacbac bacbac bacbac
:roll: devo trovare un produttore che ci mette il dinero hystricc hystricc
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Re: Cappuccetto Rosso!!!

Messaggio da claudio 70 »

E brava la nostra mami, e' una sceneggiatura di un film pazzesco, immaginandosi tutta la scena ,.....e' una figata .
Facci un film mami bacbac bacbac bacbac
:roll: devo trovare un produttore che ci mette il dinero hystricc hystricc
se vuoi uno abita qui' sotto casa :bisb)
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Re: Cappuccetto Rosso!!!

Messaggio da claudio 70 »

:shock: ...ma che è?
non credo lo conosci :bisb)
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Re: Cappuccetto Rosso!!!

Messaggio da mammapina »

E brava la nostra mami, e' una sceneggiatura di un film pazzesco, immaginandosi tutta la scena ,.....e' una figata .
Facci un film mami bacbac bacbac bacbac
:roll: devo trovare un produttore che ci mette il dinero hystricc hystricc
se vuoi uno abita qui' sotto casa :bisb)
Beh :roll: volendo anche qui ne abbiamo che credi?? :lol: :lol:
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Re: Cappuccetto Rosso!!!

Messaggio da mammapina »

:shock: ...ma che è?
Ti ha scioccato Loretta?? :lol: :lol: bacbac
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