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RECENSIONE: Stasis
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Messaggio RECENSIONE: Stasis 
 
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Immaginate di trovarvi immersi dentro a uno strano liquido, addormentati in una capsula per il sonno di stasi, in viaggio su di un’astronave che lentamente solca i cieli di Nettuno. Improvvisamente il liquido comincia a defluire sotto i vostri piedi, nulla vi tiene più sospesi e la nuova gravità vi fa staccare da tutti i tubi a cui eravate collegati. La capsula si apre e ricadete pesantemente sul pavimento, in una pozza dello stesso liquido nel quale eravate immersi. La voce meccanica di un computer vi dà il benvenuto da parte della Cayne Corporation, aggiungendo che verrà fatta una scansione del vostro corpo. Una volta alzati, doloranti e claudicanti vi guardate intorno: siete soli, non sapete dove vi trovate. L’ambiente è tetro e sembra abbandonato, attorno a voi uno sfacelo. In più, le altre persone chiuse nelle capsule accanto alla vostra sono tutte morte. La voce meccanica di prima vi informa che fisicamente siete piuttosto malmessi e avete urgente bisogno di assistenza medica.


stasis1Benvenuti in Stasis.
Realizzata a seguito di una felice campagna di crowdfunding dalla Brotherhood, una piccola software house indipendente, Stasis è un’avventura Sci-Fi horror a visuale isometrica. Ecco subito la prima particolarità: normalmente siamo abituati a visuali in prima o terza persona; in Stasis è isometrica. Chi come me ha qualche anno di più, probabilmente avrà subito pensato a Sanitarium … comunque, le immagini sono sicuramente più esaustive di qualunque spiegazione. Chi approccia Stasis, si ritrova immerso fin da subito in un’atmosfera ansiogena, disturbante. Fin dai titoli di testa (molto belli) sembra stia per cominciare un film di fantascienza in stile Alien, l’atmosfera è quella. E ci accompagnerà fino alla fine. Nei panni del protagonista, John Maracheck, dovremmo muoverci attraverso la Groomlake (così si chiama l’astronave) da soli, tra macerie, abbandono, evidenti tracce di sangue e talvolta cadaveri. Già, il protagonista: John Maracheck non è un eroe e non aspira ad esserlo. Non sa nemmeno come sia finito sulla Groomlake. Il suo unico desiderio è ritrovare moglie e figlia; mi è parso davvero ben caratterizzato nel suo essere una persona comune; capita di ritrovarlo spaventato, frustrato, in preda all’ansia. Per quasi tutta l’avventura sarà il solo personaggio in “scena”, ma questo non significa che sia solo. Fino alla fine, si ha sempre l’impressione che possa sbucare qualcuno o qualcosa all’improvviso …


stasis3 La grafica, realizzata in 2D, non è nulla di trascendentale, ma funziona alla grande secondo me. Gli scenari sono disegnati molto bene, con tratti futuristici ed altri un po’ retrò, in un mix ben congeniato. Temevo, vista la cupezza degli ambienti e la visuale isometrica, un marcato pixel hunting. Mi sbagliavo. I luoghi di possibile interazione sono evidenziati da un piccolo punto luminoso o comunque sono visibili. Ciò non toglie che qualcosa possa sfuggire, soprattutto per le ridotte dimensioni dei dettagli. Le movenze di John sono tendenzialmente fluide, ma talvolta appare un po’ legnoso, soprattutto quando attraversa interi ambienti in modo incoerente rispetto allo sfondo. Come se “galleggiasse” invece di camminare. C’è infine da segnalare una piccola curiosità, a livello grafico: nei momenti di dialogo, il volto di John compare inquadrato in alto a sinistra; col passare del tempo, si possono notare piccoli cambiamenti come la tuta sporca, il volto tirato dallo stress, cose di questo tipo.  


stasis4 Dal punto di vista del gameplay, Stasis è essenziale. Diciamo subito che per accedere al menu principale si può pigiare “esc” sulla tastiera o puntare il mouse nell’angolo in alto a destra per poi cliccare alla comparsa del simbolo menu. I salvataggi sono illimitati. Per il resto la mia personale impressione è che si sia cercato il massimo realismo possibile, probabilmente per favorire l’immersione del giocatore nell’avventura. Operazione non del tutto riuscita, ma comunque non disprezzabile. Ad esempio, l’inventario lo troviamo nell’angolo in basso a sinistra dello schermo (sempre presente) ed è raggiungibile con un click; contiene solo sei alloggiamenti e in una circostanza non sono stati abbastanza. Però se a inventario aperto guardiamo John, lo troviamo chino a guardare qualcosa che ha in mano (come se l’inventario non fosse un luogo “virtuale” ma un “vero” contenitore), dettaglio che mi ha fatto pensare al realismo che citavo sopra, più che a una leggerezza dei programmatori. L’osservazione dell’ambiente è molto semplice, basta far scorrere il mouse e quando l’icona diventa una specie di occhio, automaticamente compare in basso a destra la descrizione di ciò che stiamo puntando. Comodo, forse troppo. L’icona del mouse può assumere altre due forme, una sorta di freccia circolare (a indicare una nuova locazione) e una mano in movimento per gli oggetti da raccogliere o un computer con cui interagire; Il punto è che può capitare di dover interagire anche con oggetti apparentemente solo osservabili oppure di doversi semplicemente avvicinare a questi ultimi, altrimenti non si riesce a proseguire nel gioco. E a proposito di quest’ultimo aspetto: su Stasis c’è molto da leggere e va assolutamente fatto. Muovendoci per la Groomlake troveremo spesso dei PDA, dei diari tenuti dai membri dell’equipaggio; in linea di massima servono a delineare la storia che stiamo vivendo, la personalità e le vicende personali di ognuno, ma sono anche ricchi di indizi. Per proseguire e risolvere gli enigmi, bisogna leggere tutto. Davvero tutto. La storia comunque è ben dipanata, la realtà viene a galla a poco a poco proseguendo nell’avventura e credo che i patiti del genere horror non resteranno delusi. E su questo vorrei fare una piccola appendice: Stasis è un’avventura v.m.18, per via del linguaggio a volte eccessivo e delle esplicite scene di violenza. Soprattutto verso la fine, si assiste a circostanze che possono risultare disturbanti, anche in un gioco se ci si è immedesimati. Roba per stomaci (e cuori) forti.


stasis5 E a proposito, in Stasis si può morire. In più occasioni di quante me ne sarei aspettate e nei modi più svariati: per imprudenza, fatalità. Volendo ci si può anche assurdamente suicidare. Un aspetto che sa molto di vecchia avventura, ma niente paura; nel caso si riparte automaticamente da qualche istante prima. Di certo non mancano gli enigmi, ma sono logici e non c’è nulla di nuovo né di particolarmente complicato. In aggiunta, per quanto la Groomlake sia grande, ci si può muovere solo per settori; un aspetto che limita di volta in volta le locazioni visitabili e quindi facilita la risoluzione degli enigmi. Difficilmente quindi capiterà di rimare bloccati, ma potrebbe accadere. Non tanto per gli enigmi in sé, ma casomai per quanto detto prima sul dover leggere tutto (un indizio può sfuggire) e le possibili interazioni con oggetti apparentemente solo osservabili. E questo ci porta al punto debole di Stasis, la longevità. Per quanto ci si possa trovare in difficoltà, dubito si possano superare le dieci ore di gioco. Ma immagino sia stata una scelta precisa quella di non mettere enigmi cervellotici: l’avventura è già di per sé ansiogena e frustrante, si sviluppa in un continuo stato di tensione. Aggiungerci il carico di enigmi complessi, poteva portare il giocatore a un’eccessiva frustrazione e quindi a lasciar perdere. Personalmente avrei “scaricato” un po’ l’ambiente e reso gli enigmi un poco più stimolanti, ma sono scelte di base e le capisco.


stasis6 Ma detto del punto debole, parliamo ora del pezzo forte: il sonoro. Le musiche sono davvero azzeccate e non ripetitive; accompagnano magistralmente i vari momenti del gioco, come accade nei film. Anche i rumori d’ambiente sono di alto livello, assolutamente immersivi e adatti. Può capitare, in uno “strano silenzio”, di sentire improvvisamente un urlo agghiacciante provenire da chissà dove o di camminare tra cadaveri e luoghi distrutti col sottofondo di un temporale dei cieli di Nettuno.


stasis7 D’altissimo livello il doppiaggio. A dar voce al protagonista è Ryan Cooper (si, l’attore!) e non solo ne delinea molto bene la personalità, ma anche le debolezze, le paure che certe circostanze fanno inevitabilmente emergere. Ci sono momenti, ad esempio, che agiamo con John che ansima in palese agitazione oppure in preda alla tosse. Chicche di questo tipo. Il doppiaggio è in inglese, ma sono presenti i sottotitoli in diverse lingue tra cui l’italiano. Non è semplice dare un voto a Stasis ma alla fine, cercando di valutare ogni cosa, bisogna comunque quantificare. Sicuramente non è un’avventura d’eccellenza, non la si può mettere tra le imperdibili, ma è indubbiamente un ottimo prodotto. Credo che i patiti dell’horror non dovrebbero lasciarselo sfuggire, per gli altri valgono le riserve che ho scritto sopra. Nel momento in cui sto scrivendo Stasis è disponibile un po’ ovunque e in vari prezzi: su Zodiac (24.99), su Gog (19.99) e in offerta su Steam (6.79) fino al 5 luglio.
Ne esiste anche una versione deluxe, ovviamente più costosa. Ma non solo: Stasis ha avuto, all’inizio di quest’anno, quello che si chiama uno spin-off. Sempre ad opera della Brotherhood, sempre un sci-fi horror a visuale isometrica, chiamato “Cayne”. Una piccola avventura (il gioco effettivo supera di poco l’ora), con una grafica migliore di quella di Stasis, un paio di filmati notevoli e qualche enigma un poco più impegnativo. Ma soprattutto … è gratuita! La si può scaricare sia da Gog che da Steam e mi sento davvero di consigliarla.


Voto: 82/100


Recensione by Adriano



Requisiti minimi:
    OS: windows 10/8/7/XP
    CPU: 2.0 GHz Dual Core
    RAM: 2 GB
    Hard Disk: 5 GB di spazio
    Scheda video: Nvidia GeForce 205 / AMD Radeon HD 3400 con 256 MB di RAM

 




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Electranovembre Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: RECENSIONE: Stasis 
 
Sei una grande sorpresa Adriano, bravo veramente!!!
 




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la verità e là fuori, ma non fidatevi di nessuno...
 
Niki Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: RECENSIONE: Stasis 
 
Veramente una bellissima recensione! Dettagliata, coerente e scritta egregiamente.
BRAVISSIMO!
A me 'sto gioco non fa impazzire, però grazie a te si capisce che è molto buono nel suo genere.
 




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...for I'm a rain dog too!
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Raindog Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: RECENSIONE: Stasis 
 
Grazie mille!    
 



 
Adriano Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: RECENSIONE: Stasis 
 
Mamma mia Adriano! Che dire sei  bravissimo a sviscerare ogni dettaglio di questo gioco che pur non attirandomi al momento,non ha mancato di suscitare in me molta curiosità e proprio grazie alla tua bella recensione,continua sempre cosi grazie.
 



 
davidwilding Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: RECENSIONE: Stasis 
 
davidwilding ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Mamma mia Adriano! Che dire sei  bravissimo a sviscerare ogni dettaglio di questo gioco che pur non attirandomi al momento,non ha mancato di suscitare in me molta curiosità e proprio grazie alla tua bella recensione,continua sempre cosi grazie.

Troppo buono David, grazie mille!  
 



 
Adriano Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: RECENSIONE: Stasis 
 
Davvero complimenti Adriano, la recensione è scritta ottimamente e invoglia parecchio al gioco anche se proprio non è il mio genere
 




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Electranovembre Invia Messaggio Privato HomePage
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Messaggio Re: RECENSIONE: Stasis 
 
Electranovembre ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Davvero complimenti Adriano, la recensione è scritta ottimamente e invoglia parecchio al gioco anche se proprio non è il mio genere

Grazie!    Pensavo che invece potesse stuzzicarti ...  
No davvero, a suo tempo l'avevo presa senza sapere bene come fosse (mi attirava il Sci-Fi) e adesso che (finalmente) potevo farla, l'ho fatta. Ma l'horror non decisamente è il mio genere ...  
 



 
Adriano Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: RECENSIONE: Stasis 
 
Ottima recensione!
Complimenti Adriano! Quasi quasi ci gioco.....  
 




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KreativeX Invia Messaggio Privato
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Messaggio Re: RECENSIONE: Stasis 
 
KreativeX ha scritto: [Visualizza Messaggio]
Ottima recensione!
Complimenti Adriano! Quasi quasi ci gioco.....  

Grazie!  
 



 
Adriano Invia Messaggio Privato
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